lunedì, novembre 17, 2008

|Il gioco degli opposti|

oil
|Le vie del progetto|

In un mondo che non conosce limiti alle crisi, ha ancora senso andare a progettare l'ennesima sedia, l'ennesimo tavolo, l'ennesima lampada?
E quando il progetto scoprirà la via verso la definitiva smaterializzazione degli oggetti, e con essi delle necessità e soprattutto dei desideri, svanirà nel buco nero dell'utopia finalmente realizzata?
Per ora si stanno svillupando tante nuove valenze per cercare di dare ancora un senso all'anima progettuale, piccole riflessioni che sanno però entrare in dialogo con una società che forse ha visto già troppo e vorrebbe solo fermarsi per un pò a guardarsi allo specchio per cercare riconoscersi.

Eros e Tanatos, le due forze primordiali che portano il mondo attraverso l'unione e la scomposizione a una continua rigenerazione, nel tempo ciclico e infinito della mentalità greca.
Eros e Tanatos, due forze contrapposte eppure indissolubilmente legate l'una all'altra, nella cui nascita c'è la distruzione e nella cui distruzione c'è la linfa di una nuova vita.
Tutto questo in un'oliera?
Forse più banalmente l'essenza romantica e casalinga dell'amore degli opposti, continuamente attratti, continuamente in contatto eppure così distanti e inconciliabili.
Ma cosa riesce a condire meglio una buona insalata se non quella salsa inesistente e instabile che nasce dalla lotta infinita del succo delle olive con quello dell'uva?

The Best of this Week: //• Salad sunrise XL by Arnout Visser via droog

1 commento:

Lapislapsus ha detto...

meraviglioso, as usual